Meritocrazia Italia chiede al Ministro Giorgetti accorgimenti sulla nuova misura della detrazione automatica dei debiti verso la p.a. dai compensi dei lavoratori autonomi
L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che a decorrere dal prossimo 15 giugno 2026 sarà operativa la detrazione automatica dei debiti iscritti a ruolo direttamente dai compensi maturati dai lavoratori autonomi. Vale a dire che i liberi professionisti che hanno debiti con il fisco potranno subire un intervento ex officio dall’Ente di riscossione che, verificata l’irregolarità fiscale dei professionisti che hanno svolto incarichi e che, per questi, attendono il saldo della parcella, avrà la possibilità di bloccare o decurtare automaticamente i compensi eliminando la soglia di 5.000 euro finora prevista.
Meritocrazia Italia esprime profonda preoccupazione per le modalità di attuazione di tale provvedimento.
Pur ribadendo l’importanza della lotta all’evasione e della regolarità fiscale, l’automatismo del prelievo, senza un adeguato contraddittorio preventivo, rischierebbe di paralizzare l’attività professionale di migliaia di operatori, sottraendo loro la liquidità necessaria per la gestione ordinaria e il pagamento dei fornitori.
Al fine di garantire un equilibrio tra l’esigenza di riscossione dello Stato e il diritto alla continuità aziendale sarebbe opportuno concepire strumenti di mitigazione e prevenire la crisi di liquidità, che, peraltro, in questo preciso momento storico condurrebbe a serie difficoltà economiche e al tracollo economico tanti contribuenti.
Per questo Meritocrazia Italia propone:
– l’istituzione di una “Soglia di Sopravvivenza”, affinché il prelievo automatico non possa mai eccedere il 15% del compenso fatturato, garantendo in ogni caso una base di liquidità intoccabile per il sostentamento del nucleo familiare e le spese operative fisse del singolo attinto dal prelievo forzoso;
– un periodo cuscinetto di “Preavviso di Adempimento”: prima di attivare la detrazione automatica, l’Agenzia delle Entrate si obbliga all’invio di una notifica digitale (tramite PEC o App IO) concedendo 60 giorni per la contestazione della cartella o l’attivazione di una rateizzazione agevolata specifica. In tal modo si attiverebbe una fase nella quale il contribuente professionista è preallertato rispetto al successivo prelievo forzoso;
– la sospensione per Crediti Certificati: la procedura di detrazione deve essere automaticamente sospesa qualora il lavoratore autonomo vanti, a sua volta, crediti certificati e non ancora riscossi verso la Pubblica Amministrazione realizzando così una compensazione orizzontale reale;
– l’esclusione per le nuove partite Iva: si ravvisa la necessità di prevedere l’esenzione totale da tale meccanismo di prelievo, peri giovani professionisti e per le nuove imprese, per un lasso temporale coincidente con i primi tre anni di attività, al fine di non soffocare l’imprenditoria emergente;
– di trasformare i committenti in agenti di riscossione aggiunge burocrazia al sistema e incertezza nei rapporti professionali. Il rischio è che i lavoratori autonomi diventino soggetti finanziariamente fragili, impossibilitati a pianificare investimenti e nella peggiore delle ipotesi un proprio futuro professionale e non solo, a causa di prelievi imprevisti.
Si chiede al Ministero dell’Economia e delle Finanze l’istituzione urgente di un tavolo tecnico, anche con il coinvolgimento delle associazioni maggiormente rappresentative per definire la portata di tale operazione e i limiti di pignorabilità dei compensi professionali prima dell’entrata in vigore della nuova disposizione.
Stop war.
