Meritocrazia Italia chiede che non si indugi oltre sul riconoscimento della gratuità dei sistemi contraccettivi

Meritocrazia Italia chiede che non si indugi oltre sul riconoscimento della gratuità dei sistemi contraccettivi

Lascia perplessi la scelta dell’Aifa di rinviare la decisione sulla gratuità della pillola anticoncezionale, oggi prevista soltanto per donne di età compresa tra i 26 e i 45 anni in condizioni economiche particolarmente precarie.

La Commissione tecnico scientifica e il Comitato prezzi e rimborso dell’Agenzia Italiana del Farmaco sembravano a un passo dalla scelta per un cambiamento delle regole. Il percorso intrapreso ricalcava l’esempio della Francia, dove dall’1 gennaio 2022 la pillola contraccettiva è gratuita per tutti a partire dai 15 anni.
Oggi lo stop pare legato alla sostenibilità finanziaria della proposta. Il sospetto, però, è che, alla base del rinvio, vi siano piuttosto ragioni di opportunità politica.

In Italia la contraccezione orale è diventata legale circa 30 anni fa, il 10 marzo 1971.
La diffusione della cultura contraccettiva ha avuto l’effetto utile di comportare un calo dei ricorsi all’aborto.
Tuttavia, salve quattro Regioni (Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Puglia), che, finanziandola, offrono gratuitamente questo metodo contraccettivo attraverso i consultori, nel resto del Paese resta a pagamento, sebbene la legge prevede che sia lo Stato a fornire i «mezzi necessari alla procreazione responsabile».

Il costo a carico delle due milioni e mezzo di donne italiane che ne fanno uso varia in un range da 4,6 euro al mese, per le pillole di seconda generazione, fino a 14-20 euro per le pillole di quarta generazione, secondo il tipo e la confezione.
Si consideri anche che, secondo i dati Istat più recenti, il 9,43% delle interruzioni volontarie di gravidanza viene praticato proprio nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni.

Meritocrazia Italia promuove convintamente la cultura della prevenzione di gravidanze indesiderate e della salute delle donne, invocando politiche responsabili e attente, che sappiano puntare su iniziative e strategie di comunicazione efficaci per la sensibilizzazione e l’acquisizione di consapevolezza. Chiede che non si indugi oltre nella decisione della distribuzione gratuita di ogni tipo di metodo contraccettivo, anche al fine di prevenire la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili.

Stop war.



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