Pensioni minime. Meritocrazia Italia: non ci si fermi a questo

Pensioni minime. Meritocrazia Italia: non ci si fermi a questo

Meritocrazia Italia plaude alla decisione del Governo di rivalutare le pensioni minime, che devono essere adeguate all’aumento del costo della vita, cresciuto enormemente nell’ultimo anno.

Le pensioni minime passeranno da 563.74 euro a 599.82 euro, già dal mese di luglio, per gli ultra settantacinquenni, con un aumento di 36,08 euro, e a 572.20 per gli altri aventi diritto, con un aumento di 8,46 euro.
L’adeguamento tiene conto della perdita di potere di acquisto delle fasce più deboli della Popolazione conseguente all’inflazione che nel primo semestre dell’anno ha superato il 7%.

Un intervento utile e necessario.
Ma non ci si fermi a questo.

Meritocrazia Italia rinnova oggi l’invito ad avere coraggio, per creare presupposti di medio e lungo periodo in grado di garantire livelli di prestazioni sufficienti e adeguati, studiando sistemi di interessenza tra pubblico e privato più armonici rispetto a quelli attuali, tornando a proporre:
– l’innalzamento della deducibilità fiscale sui sistemi previdenziali privati, sino a 10.000 euro annui;
– l’attivazione di accordi pubblico/privato per mettere a regime polizze a rendita immediata, rivalutabili, alla scadenza dell’età contributiva, a libera scelta del lavoratore;
– una riforma dei fondi di gestione atta a garantire maggiori rivalutazioni;
– di valutare una maggiore flessibilità di eventuali anticipazioni su quanto accantonato in fondi privati, prevedendo oltre alle specifiche già in essere anche quella di possibili evenienze sopravvenute, a causa di perdita del posto di lavoro o altri casi accidentali che condizionano la vita del lavoratore;
– che tutti gli assegni di quiescenza mensili che superano di 6 volte il minimo possano essere ricalcolati in base ai contributi effettivamente versati e riportati se il caso a 6 volte il minimo, al fine di garantire una maggiore equità sociale e per reperire, anche in parte, le risorse necessarie per la rivalutazione delle pensioni minime legandole ai processi inflattivi, per garantire maggiori tutele alle fasce più deboli.

Stop war.



<p style="color:#fff; font-weight:normal; line-height:12px; margin-bottom:10px;">Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso consulta la nostra Privacy Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.</p> Leggi la nostra cookie policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi