Riforma dell’edilizia: sì alla semplificazione ma con responsabilità, trasparenza e tutela del territorio

Riforma dell’edilizia: sì alla semplificazione ma con responsabilità, trasparenza e tutela del territorio

Lo scorso 5 dicembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge delega per l’adozione del Codice dell’edilizia e delle costruzioni, che andrà a sostituire il Testo Unico sull’Edilizia.
Il Governo ha 12 mesi per adottare uno o più decreti legislativi che daranno forma concreta ai principi stabiliti nella legge delega. Solo con la pubblicazione dei decreti legislativi in Gazzetta Ufficiale, entreranno effettivamente in vigore le nuove regole. Insomma, il completamento del processo avverrà di fatto tra qualche tempo.

La riforma, che punta a semplificare le procedure per i titoli abilitativi e le sanatorie, in particolare per gli abusi ante 1967, digitalizzare i titoli edilizi e superare la frammentazione normativa tra Regioni e Comuni, introduce strumenti come il silenzio-assenso e i poteri sostitutivi volti a ridurre i tempi burocratici e a favorire la rapida realizzazione di opere pubbliche e private. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato velocizzare l’attività edilizia, dall’altro garantire certezza del diritto a cittadini, imprese e professionisti del settore.
Semplificazione, digitalizzazione e uniformità normativa sono obiettivi fondamentali per un Paese in cui la burocrazia ha spesso rallentato lo sviluppo economico.

Gli interventi possono rappresentare una reale opportunità per rendere l’Italia più competitiva e più moderna nel settore delle costruzioni, ma tali strumenti devono essere adottati con prudenza. La semplificazione non deve diventare un lasciapassare per abusi edilizi né un alibi per ridurre le tutele ambientali, paesaggistiche e urbanistiche. È indispensabile che i decreti attuativi chiariscano i limiti di applicazione del silenzio-assenso e dei poteri sostitutivi, definendo regole precise e trasparenti che garantiscano equilibrio tra rapidità e rispetto delle norme.
Emergono, infatti, alcune criticità, laddove, ad esempio, l’attuazione di una “sanatoria permanente” collegata a procedure semplificate per abusi edilizi pregressi può incentivare comportamenti irregolari se non accompagnate da criteri rigorosi di controllo e adeguamento tecnico. Vi è il fondato rischio che aumenti il contenzioso se le disposizioni normative siano poco chiare o si dia seguito a deroghe generiche. La nuova procedura del silenzio-assenso non può affatto estendersi a contesti soggetti a vincoli paesaggistici, storici o ambientali, pena la compromissione irreversibile del patrimonio comune.

Per rendere la riforma dell’edilizia realmente efficace e sostenibile, Meritocrazia Italia propone che i decreti delegati che daranno forma concreta ai principi stabiliti nella legge delega, recepiscano misure precise e vincolanti, tra cui:
– silenzio-assenso condizionato, con applicazione solo dopo verifiche preliminari vincolanti su sicurezza, idrogeologia, strutture e vincoli paesaggistici, ed eccezioni tassative solo per casi chiaramente definiti, escludendo i contesti a rischio:
– sanatorie rigorose e controllate, con regolarizzazione degli abusi storici (ante 1967) subordinata a criteri tecnici stringenti, adeguamenti strutturali obbligatori e pagamento di sanzioni proporzionate, ed esclusione di immobili in aree vincolate o ad alto rischio ambientale, con trasparenza totale sui procedimenti;
– formazione e rafforzamento degli organici, con investimento in personale qualificato e formazione continua dei dirigenti e tecnici comunali, per evitare inefficienze e contenziosi derivanti dall’applicazione della nuova normativa;
– fase pilota e monitoraggio, con introduzione graduale delle misure più delicate, e con monitoraggio costante e valutazione dei risultati a medio termine, misurando indicatori come tempi medi di istruttoria, percentuale di contenzioso e velocità di rilascio dei titoli;
– trasparenza e anticorruzione, con pubblicazione tempestiva di tutti i procedimenti, rotazione dei responsabili e controlli indipendenti per prevenire favoritismi e abusi.

Meritocrazia Italia accoglie con favore l’intento del Governo di modernizzare e rendere più efficiente il settore edilizio, ma è certa che la riforma possa essere davvero efficace solo se accompagnata da regole chiare, strumenti di controllo e tutela concreta del territorio. Semplificazione e velocità non devono mai compromettere qualità, sicurezza e trasparenza. La sfida è costruire un sistema edilizio che sia rapido, efficiente e competitivo, ma anche responsabile, sostenibile e rispettoso del patrimonio pubblico.

Stop war.