RISORSE IDRICHE: IL RUOLO DELLA FINANZA SOSTENIBILE

RISORSE IDRICHE: IL RUOLO DELLA FINANZA SOSTENIBILE

L’acqua rappresenta il 70% del Pianeta. Solo il 3% è acqua dolce, e di questo solo l’1,2% è potabile.
A livello mondiale una persona su tre non ha accesso all’acqua potabile.
Situazione destinata a peggiorare, se si pensa che più dell’80% delle acque reflue derivanti dalle varie attività viene scaricato nei fiumi o in mare senza alcun trattamento, incrementando il degrado della qualità delle risorse idriche disponibili.
La crescita della popolazione, l’urbanizzazione e l’industrializzazione, la domanda sempre maggiore di cibo ed energia hanno creato una combinazione tale da portare a un continuo aumento delle problematiche relative alla scarsità e agli stress idrici.

Oltre ai costi umani e ambientali, la mancanza di accesso ad acqua pulita e a servizi igienico-sanitari comporta anche ingenti costi finanziari, connessi alla perdita di produttività economica dovuta per esempio alle malattie associate alla mancanza di acqua e al tempo speso per affrontare eventi meteorologici estremi.

Investire in soluzioni idriche oggi è fondamentale.

Il sesto tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU è proprio «Garantire acqua pulita e abbondante», e per raggiungere tale obiettivo saranno necessari investimenti per 735 miliardi di dollari entro il 2030, secondo il Sustainable Development Solutions Network.
Eppure, stando ai dati dell’ONU, alcuni Paesi rappresentano un gap di finanziamento di circa il 60%.
Il settore finanziario privato ha, e avrà, un ruolo strategico: risulta sempre più evidente la necessità di soluzioni di finanziamento innovative, come le emissioni ESG (green bond e blue bond), sia per le aziende che per gli stati.
Nel servizio idrico integrato, in particolare, la necessità di investimento sarà crescente, sia per ridurre il gap infrastrutturale rispetto agli altri Paesi UE, sia per fare fronte alle esigenze legate al cambiamento climatico.

Un ulteriore impulso giungerà anche dalla nuova Direttiva Acque Potabili, con un aumento degli standard qualitativi dell’acqua fornita ai cittadini.

Emerge anche l’esigenza di una maggiore rendicontazione riguardo ai risultati che i gestori dovranno raggiungere attraverso l’implementazione degli ingenti investimenti richiesti.
Riduzione delle perdite di rete e delle interruzioni del servizio, aumento della qualità dell’acqua erogata e di quella depurata restituita all’ambiente, sviluppo di una rete fognaria resiliente, riduzione dello smaltimento dei fanghi in depurazione costituiscono le linee guida portanti di indirizzo del futuro del nostro sistema idrico. L’efficacia dell’azione dei gestori si misurerà sulla loro capacità di pianificare e realizzare effettivamente interventi in queste direzioni e rendere conto del loro operato a tutti gli stakeholder, tra i quali assumono un ruolo chiave il sistema bancario e finanziario, a sua volta chiamato a supportare un settore chiave per lo sviluppo sostenibile.

L’accesso a queste forme di finanziamento, sia a livello statale che privato, è fondamentale per garantire interventi diretti a salvaguardare una risorsa vitale, e in particolare a renderla sempre più accessibile, con le dovute accortezze nell’utilizzo, realizzando un’equità sociale anche nella sua distribuzione.
È un tassello della promozione di una finanza eticamente orientata, diretta a riconciliare la ripresa, lo sviluppo economico con i valori ambientali, etici e sociali. Indifferibile è, infatti, il passaggio dallo shareholders interest allo stakeholders interest, a un agire non esclusivamente calibrato sull’interesse degli azionisti, ma sulla valutazione degli impatti su tutti i portatori di valore.
Ma lo sviluppo della finanza sostenibile richiede intensa cooperazione a livello mondiale, e non soltanto sotto il profilo monetario.

I cambiamenti climatici influiscono sulla stabilità complessiva del sistema finanziario: le compagnie assicurative sono ad esempio gli intermediari più vulnerabili in quanto operanti su ambiti temporali estesi ed esposti alle conseguenze di eventi climatici estremi.
L’auspicio è che le risorse dedicate ai piani di ripresa e resilienza dei Paesi europei, sì come l’impegno economico a livello globale, siano utilizzate davvero in modo tale da innalzare la dotazione di capitale umano, per investire in tecnologia, per la salvaguardia dell’ambiente. Un’opportunità di trasformare una crisi con possibili risvolti drammatici in un’occasione di crescita e progresso.



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