SPORT E DISABILITÀ

SPORT E DISABILITÀ

Importanti passi avanti

Dopo l’entusiasmo procurato dai successi di Tokyo nelle recenti Paralimpiadi, che hanno contribuito a rendere evidente al mondo intero la ricchezza del binomio Sport e disAbilità, si fa un passo avanti verso l’attesa rivoluzione universale dell’idea generale della disAbilità, finalmente non più percepita come carenza da colmare o diversità da assistere.

Con la Riforma dello sport del 2021, gli atleti paralimpici hanno nuove opportunità di realizzare i propri sogni.
Con il d.lg. n. 36 del 28 febbraio 2021, infatti, si completa la regolazione dell’ingresso degli atleti paralimpici nei Gruppi Sportivi Militari e dei Corpi dello Stato. Una svolta epocale in tema di pari opportunità a garanzia di equo riconoscimento e tutela.

Si annunciava con il decreto che, a partire dal 2022, gli atleti disAbili avrebbero potuto, finalmente, avere un regolare contratto di assunzione, mediante la partecipazione ad appositi bandi di concorso, con trattamento economico e contributivo equiparato e pari opportunità a fine carriera agonistica.
In attesa delle prossime pubblicazioni, la Guardia di Finanza fa da apripista con un bando, pubblicato lo scorso 4 gennaio, che consentirà a vari atleti certificati di entrare a far parte della Sezione Paralimpica Fiamme Gialle istituita nell’ambito dei Gruppi Sportivi Fiamme Gialle.

Nel ‘Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024’ (l. n. 234 del 30 dicembre 2021) si rilevano ulteriori disposizioni volte a incrementare le opportunità per le persone con disAbilità.
Si dispone che, nel periodo di riferimento e in via sperimentale, le federazioni sportive riconosciute dal Comitato olimpico avranno la possibilità di non incrementare il proprio reddito imponibile ai fini Ires e Irap con gli utili derivanti dalle attività commerciali se almeno il 20% di tale utile sarà destinato «allo sviluppo, diretto o per il tramite dei soggetti componenti delle medesime federazioni, delle infrastrutture sportive, dei settori giovanili e della pratica sportiva dei soggetti con disAbilità» (comma 185). È previsto, inoltre, lo stanziamento di contributi ad hoc per «favorire la realizzazione di eventi anche internazionali di integrazione dei disabili attraverso lo sport» (comma 740).
Gli atleti con disAbilità, inoltre, avranno la possibilità di ottenere gli indispensabili (ma spesso onerosi) ausili che consentono di praticare sport tramite le Società e le Associazioni Sportive Nazionali di appartenenza. Queste potranno attingere alle risorse stanziate dal Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano (d.P.C.M. 16 aprile 2021), facendo domanda per il tramite della piattaforma informatica attiva dal 12 gennaio 2022 grazie all’iniziativa del Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri con il contributo di Sport e Salute s.p.a., in accordo con l’INAIL e il Comitato Italiano Paralimpico.

Si tratta di opportunità importanti di inclusione. Sono innegabili le utilità di puntare sullo sport, facilitatore di maggior socialità e benessere personale e collettivo.

Lungo questa direttrice, affinché venga garantita effettività al diritto allo sport e ne sia equamente e realmente garantito a tutti l’accesso, sarebbe utile:

– creare un portale nazionale che faciliti l’autonoma individuazione delle strutture pubbliche e private e delle Associazioni e Società sportive esistenti in Italia, che sia costantemente aggiornato e idoneo a mettere in evidenza le realtà meglio attrezzate per accogliere gli atleti con disAbilità;
monitorare il reale e regolare funzionamento delle strutture, nonché l’abbattimento delle barriere architettoniche e senso-percettive negli impianti sportivi;
rendere obbligatoria in ogni struttura e realtà sportiva la presenza di almeno un istruttore/allenatore con competenze specifiche certificate in tema di disAbilità, garantendo così programmi personalizzati ed eventuali servizi aggiunti in supporto alle autonomie;
– garantire un’equa distribuzione dei fondi destinati in ogni territorio affinché non ci siano mancate opportunità, anche attingendo alle risorse previste dal PNRR;
– promuovere ciclicamente campagne d’educazione e promozione dello sport per tutti, con la partecipazione di atleti professionisti italiani che ne testimonino i molteplici benefici dello sport.



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