Tra salario minimo e riduzione della settimana lavorativa il primo passo sia il taglio del costo del lavoro

Tra salario minimo e riduzione della settimana lavorativa il primo passo sia il taglio del costo del lavoro

Il caos ingenerato dall’ombra di una inflazione destinata a crescere, riporta in auge il dibattito sul mondo del lavoro. Leggiamo di interventi scomposti sulle tematiche più disparate, dal salario minimo alla c.d. “scala mobile”, dall’adozione del modello spagnolo sulla contrattazione a termine all’estensione dell’efficacia erga omnes della contrattazione collettiva.

Meritocrazia Italia già nel comunicato dei giorni scorsi ha invocato equilibrio ed unione di intenti, foraggiando un nuovo intervento normativo che segua un accordo tra imprese e sindacati, evidenziando come, in ogni caso, il dato di partenza di ogni discussione e novella in materia non possa che essere rappresentato dal non più rinviabile taglio del costo del lavoro, così da garantire l’aumento del potere di acquisto dei lavoratori ed una maggiore competitività e possibilità occupazionale delle imprese nostrane, specie in un momento storico come quello attuale, caratterizzato da pressante affanno economico.

Prima ancora del dibattito tra applicazione del salario minimo o estensione della contrattazione collettiva a copertura di ogni settore, Meritocrazia Italia reputa necessario intervenire con decisione sulla forte riduzione del costo del lavoro, mediante un’azione di recupero di risorse per favorire una decontribuzione unica nazionale indistinta per tutti i lavoratori e per tutte le imprese, accompagnata dalla razionalizzazione delle agevolazioni contributive.

L’obiettivo è quello di abbattere sino alla soglia del 15% il costo medio di un lavoratore a carico dell’azienda, così da consentire il rilancio dell’occupazione e, a seguire, l’aumento dei salari, con conseguente innalzamento del potere di acquisto dei lavoratori e delle famiglie, a diretto accrescimento del circolo economico e del reinvestimento su beni e servizi.

La riduzione della competitività e della produttività delle aziende nostrane rappresenti, dunque, il primo terreno di intervento e di sostegno, perché nessun corretto aumento o minimo salariale previsto per legge, potrà mai essere validamente attuato se non diamo ossigeno alla nostra imprenditoria, soffocata da un costo del lavoro troppo elevato che frustra ogni anelito di ripresa ed appetibilità.

Stop war.



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