TRASPORTI IN SARDEGNA

TRASPORTI IN SARDEGNA

Il problema dei problemi

La recente emergenza sanitaria ha messo ancora più in risalto alcuni storici problemi della Regione Sardegna. Il primo è sicuramente quello relativo al piano infrastrutturale.

La forte crisi ha evidenziato, infatti, non solo la necessità di ridefinire e rafforzare i sistemi logistici e le infrastrutture extra regionali, ma anche le carenze del sistema di trasporto interno alla Regione.
La viabilità, i trasporti marittimi e quelli aerei rappresentano una questione indifferibile, punto debole della Sardegna da sempre.
È sotto gli occhi di tutti, infatti, lo stato di sostanziale arretratezza: dalla continuità territoriale aerea, limitata solo su alcuni aeroporti, a quella marittima con prezzi irragionevoli, navi poco confortevoli, fino a quelli interni fatti da strade e ferrovie.

Due sono i concetti da esaminare per affrontare compiutamente i problemi: la mobilità dei residenti e l’accessibilità all’isola.

Per quanto riguarda l’accessibilità, la Sardegna attualmente è ben collegata sia con il resto d’Italia che con il resto d’Europa, da Cagliari, Alghero ed Olbia. Non mancano le tratte aeree.
Per quanto riguarda la mobilità, invece, l’isola è attualmente collegata in continuità territoriale con Roma e Milano, tra qualche mese anche con Torino e Bologna, oltre che attraverso diverse tratte tramite le compagnie low cost, con copertura degli aeroporti più importanti d’Italia.
Il problema risiede nelle tratte con la continuità territoriale su rotte in cui vige il monopolio di una compagnia aerea e pertanto chiuse all’ingresso di eventuali altri vettori.
Questo, infatti, da un lato procura dei benefici ai residenti perché hanno la possibilità di viaggiare sempre e comunque a tariffe predeterminate, ma dall’altro crea un problema in quanto, operando un regime di monopolio, in caso di disservizi del monopolista, le tratte non hanno alternative di gestione e il traffico ne risulta compromesso.
L’allarme scatta puntuale ogni estate, quando i turisti che vogliono raggiungere l’isola lamentano non solo tariffe proibitive ma anche ritardi, cancellazioni e disservizi.

Via terra la situazione non cambia: a oggi non si può pensare, infatti, di utilizzare ancora percorsi tracciati decenni fa, che nella migliore delle ipotesi raddoppiano il chilometraggio di percorrenza rispetto all’effettiva distanza tra due luoghi, o tratti stradali di nuova concezione che diventano obsoleti perché la realizzazione delle opere richiede tempi smisurati: basti pensare che solo nel mese di dicembre 2021 il Consiglio di Amministrazione di Anas ha finalmente approvato il progetto esecutivo dell’intervento sulla Strada Statale 291 Sassari-Alghero, un’opera necessaria attesa da anni.
Una rete di collegamenti stradali, insomma, che non rispecchia assolutamente le necessità attuali della popolazione e ancora meno rappresenta una possibilità per il trasporto su gomma di merci adeguato alle necessità.
A ciò si aggiunga una rete ferroviaria con un’inadeguata rete di scambi che taglia fuori dal percorso diversi territori già depressi economicamente.

Quello dei trasporti, dunque, pur determinante per il turismo, è in realtà il primo dei problemi dei sardi, acuito ed esasperato dal doversi sempre in qualche modo arrangiare fra proroghe, bandi in scadenza e normative europee che minacciano quotidianamente il diritto alla mobilità di un’intera regione. Eppure solo attraverso collegamenti efficienti possiamo combattere mali atavici quali l’isolamento e lo spopolamento.

Indispensabile, dunque, l’adozione di strumenti di pianificazione del territorio tesi all’internazionalizzazione della Sardegna, tramite il superamento dell’insularità e la rottura dell’isolamento delle aree interne, per la creazione dell’accessibilità diffusa, della mobilità sostenibile nei centri urbani e nelle aree a forte concentrazione turistica.

Tra gli strumenti di pianificazione, il più importante è quello previsto dalla legge regionale n. 21 del 2005: il Piano Regionale dei Trasporti e delle Merci.
Esso costituisce lo strumento per lo sviluppo integrato dei trasporti in Sardegna ed è finalizzato alla realizzazione, attraverso la pianificazione di interventi di natura infrastrutturale, gestionale e istituzionale, delle ottimali condizioni di continuità territoriale.
L’ultima approvazione del Piano Regionale dei Trasporti da parte del Consiglio Regionale risale al 1993: da allora si sono susseguiti aggiornamenti parziali del testo, da ultimo nel 2008, mai approvati dal Consiglio regionale.
Da qui la necessità, per l’amministrazione regionale attuale, di adottare un nuovo Piano Regionale dei Trasporti delle persone e delle merci, la cui redazione è ancora in itinere.
In materia di trasporti delle persone e delle merci esso assume, per tutti gli atti sub-regionali di programmazione e pianificazione, valore vincolante di atto di indirizzo, ha validità per sei anni ed è aggiornato con cadenza triennale.
In attesa dell’emanazione del nuovo PRT, essenziale per l’innalzamento del livello complessivo degli interventi regionali nel settore, Meritocrazia Sardegna già con la mozione regionale, presentata al Congresso nazionale di Sorrento nel 2020, aveva evidenziato come il territorio regionale sia da troppo tempo a credito nel campo dei trasporti e sia giunto il momento di individuare soluzioni concrete per ridare centralità ad un problema la cui risoluzione appare essenziale per il fragile e delicato tessuto economico e sociale della regione.

Valutare le risorse necessarie per gli interventi di miglioramento della sicurezza e quelle per la manutenzione ordinaria e straordinaria, partendo dall’elaborazione di un inventario regionale e provinciale dello stato e della consistenza del patrimonio stradale, c.d. catasto stradale, aiuterebbe a razionalizzare la viabilità e mitigare l’impatto ambientale.
Ottimizzare l’accessibilità ai territori più periferici, inoltre, porterebbe all’interazione fra le economie costiere, consentendo di avviare un programma di adeguamento e completamento della rete stradale, in scala provinciale e locale, secondo un criterio ‘costi-efficacia’.
Ugualmente l’ottimizzazione della viabilità di accesso ai nodi urbani, portuali, aeroportuali, turistici, a partire dai contesti più congestionati, aiuterebbe a ridurre incidentalità, inquinamento e tempi per il traffico pendolare.

Coerentemente con le politiche sviluppate dalla Regione Sarda dal 2004 in poi, l’ammodernamento, la ristrutturazione e la riqualificazione della rete ferroviaria, anche attraverso l’individuazione e la realizzazione dell’intermodalità ferro-gomma, unitamente al rinnovo del materiale rotabile, aiuterebbe a colmare quella carenza d’integrazione fisica e funzionale con il sistema degli insediamenti nel territorio regionale (più volte rimarcata rispetto alle altre modalità trasporto in Sardegna e sopra citata) e l’interazione con il completamento dei progetti di metropolitana di superficie di Cagliari e di Sassari aiuterebbe a raggiungere l’ottimizzazione dei sistemi di coincidenza con le ferrovie e con il trasporto su gomma urbano ed extraurbano.

A completamento delle strategie su richiamate, non si possono non menzionare l’infrastrutturazione e la specializzazione dei porti, anche come luoghi di pluralità di iniziative produttive, attraverso l’ottimizzazione delle catene logistiche (autostrade del mare) passando per le nuove competenze territoriali delle Autorità Portuali di Cagliari e Olbia.
Gli aeroporti, invece, potrebbero essere indirizzati, tramite la promozione del sistema aeroportuale sardo, all’ampliamento dei servizi nazionali e internazionali per favorire la mobilità dei residenti e l’aumento dei flussi turistici.

Questi alcuni dei suggerimenti per ribaltare il concetto di insularità, che deve diventare, un punto di forza, superando quello di isolamento, attraverso i collegamenti aerei e marittimi, per integrare la Regione Sardegna con le grandi relazioni economiche-produttive di livello nazionale, mediterraneo ed europeo.
Le caratteristiche paesaggistico-ambientali della Sardegna, insomma, devono potersi coniugare anche con lo sviluppo di nuovi interventi, che possano creare una rete di collegamenti sovraregionali atti a soddisfare il fabbisogno di mobilità in ingresso e in uscita dall’Isola, sempre nella salvaguardia e valorizzazione ambientale.

Esperienze virtuose.

Tra i trasporti caratteristici della Sardegna, che da solo può arricchire, in modo originale, le mete turistiche in aggiunta alla tradizionale vacanza al mare, vi è un treno, un trenino, capace di far scoprire le meraviglie interne del territorio: la c.d. ferrovia del Trenino Verde.
È una storica ‘porta’ che da 130 anni collega l’interno della Sardegna alla costa ed è considerata la più lunga rete ferroviaria turistica d’Europa (438 km).
Essa oggi costituisce, soprattutto per l’interno della Sardegna, un attrattore di livello mondiale, classificato ai primi posti al mondo come bellezza e particolarità della tratta.
Il Trenino Verde oggi viaggia su cinque differenti percorsi.
Ciascun percorso offre un’esperienza di viaggio all’insegna della lentezza e dell’autenticità, che può arricchire, in modo originale, anche la tradizionale vacanza al mare in Sardegna.
Si passa attraverso luoghi incantati, in una natura incontaminata, a bordo di vagoni e con una locomotiva realizzati alla fine del 1800, che fanno il percorso a scartamento ridotto più lungo d’Europa, sulla tratta Arbatax-Mandas, Ogliastra e Barbagia.
Non a caso viene dai turisti definita «la ferrovia più bella del mondo».

Nel trasporto su gomma, merita menzione, invece, l’iniziativa conosciuta come ‘Amico Bus’.
È un servizio di Trasporto Pubblico a chiamata, del tipo ‘porta a porta’, dedicato a coloro che non possono utilizzare il servizio pubblico di linea e più precisamente alle persone disAbili, agli invalidi civili, agli anziani ultra sessantacinquenni non autosufficienti e a persone con limitazioni psico-fisiche accertate in carico ai servizi sociali, comunali o servizi ASL.
I mezzi impiegati sono dotati degli strumenti di accessibilità e il servizio prevede la presenza a bordo di personale di ausilio e/o assistenza degli utenti.
Il servizio è attivo nelle città di Cagliari e Sassari, compresi gli agglomerati urbani limitrofi.



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