SI ABBATTANO LE BARRIERE DELLA VIOLENZA

SI ABBATTANO LE BARRIERE DELLA VIOLENZA

DisAbilità e discriminazione 

Nella documentazione relativa all’«Audizione dell’Istat presso il Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disAbilità» del 24 marzo 2021, si legge che «La violenza fisica o sessuale subita dalle donne raggiunge il 31,5% nell’arco della vita, ma per le donne con problemi di salute o disAbilità la situazione è più critica. La violenza fisica o sessuale raggiunge il 36% tra coloro che dichiarano di avere una cattiva salute, il 36,6% fra chi ha limitazioni gravi. Il rischio di subire stupri o tentati stupri è doppio (10% contro il 4,7% delle donne senza problemi)».

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disAbilità, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006, e ratificata dall’Italia con la l. n. 18 del 2009, all’art. 6 riconosce che le donne con disAbilità sono soggette a discriminazione multipla (in quanto donne e in quanto disAbili), e l’art. 16 impegna gli Stati Parti a contrastare ogni forma di sfruttamento, violenza e maltrattamenti nei confronti delle persone con disAbilità tenendo conto dell’età, del genere e del tipo di disabilità.
L’art. 609 bis c.p. istituisce un’aggravante specifica per la violenza sessuale commessa ai danni di persone con disAbilità e l’art. 61 c.p. prevede circostanze aggravanti generiche sanzionabili.

Urge un maggior impegno nella individuazione, prevenzione e contrasto alla violenza contro le persone con disAbilità, da tutelare sempre, sia all’interno che all’esterno dell’ambiente domestico, con particolar riguardo ai minori e alle donne.

Nella ‘Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne’, occorre richiamare la sensibilità pubblica a tutela di chi ha diritto di essere sempre adeguatamente assistito, nonostante le diverse abilità, ossia di persone che, purtroppo, a volte faticano anche nel riuscire a chiedere aiuto.
Le persone con disAbilità, soprattutto quelle non autosufficienti, devono avere sempre al loro fianco supporto e premura.
Occorre, a tal fine:
– istituire reti di supporto in collaborazione con le associazioni, le scuole e i servizi di supporto presenti nei territori;
– promuovere campagne di sensibilizzazione e comunicazione che siano accessibili e di facile accesso anche alle persone disAbili, ossia realizzate in formati Easy to read, con sottotitoli e traduzione in CAA (comunicazione aumentativa alternativa), LIS e Braille;
– prevedere e divulgare informative sul fenomeno con raccolta periodica di rilevazioni dati/fatti con il solo scopo di analizzarne le cause scatenanti e di conseguenza studiare adeguate azioni risolutive;
– formare il personale preposto all’accoglienza e alla presa in carico delle persone vittime di violenza nelle strutture pubbliche che devono sempre essere pronte a fronteggiare le diverse abilità;
– organizzare percorsi di educazione all’affettività e alla sessualità fin dai banchi di scuola, facilitando lo sviluppo del senso di fiducia nei confronti degli adulti al quale poter sempre chiedere aiuto;
– garantire l’accessibilità nei centri antiviolenza anche alle persone disAbili.

Le persone con disAbilità vanno sempre ascoltate, anche quando non parlano o hanno problemi psichici o di tipo relazionale perché, dietro ogni loro parola non detta, potrebbe esserci l’atrocità di una violenza subita.
È di tutti l’obbligo di non far finta di niente.



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